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Dossier > Le parole d'ordine per la smart city

Nove interviste, nove differenti sfaccettature di come si può interpretare il concetto di smart city nel nostro Paese. Dalla visione del Comune che vede nell'aggettivo smart un sinonomo di "semplice e vicino al cittadino", all'approccio tecnologico che individua la chiave di volta nella ricerca scientifica; dalla declinazione nel senso della sostenibiltà ambientale a quella di occasione di svilluppo e rilancio dell'economia del territorio; dalla posizione del Governo centrale che punta a massimizzare i fondi della programmazione europea a quella di chi vede nelle città intelligenti un'opportunità per aumentare la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini; dall'esperienza internazionale di una città come Barcellona, al desiderio di interpretare il modello che si sta sviluppando nel nostro Paese; fino alla voglia della cittadinanza attiva di far comprendere alle amministrazioni e alle aziende italiane l'opportunità che abbiamo di fronte. Comunque lo intendiamo il futuro delle nostre città non potrà che essere smart.

Foto di matze_ott rilasciata sotto licenza CC - www.flickr.com/photos/9853727@N05/2377470622
iCity: la città si apre agli sviluppatori

Aprire le infrastrutture pubbliche digitali permettendone l'accesso a terze parti che possono usarle per sviluppare servizi di pubblico interesse. Questa la chiave del progetto iCity, di cui Barcellona è capofila, come ci spiega Joan Batlle Montserrat, responsabile della Cooperazione internazionale del City Council of Barcellona.

23/07/2012 Andrea Mochi Sismondi

iCity: la città si apre agli sviluppatori

Aprire le infrastrutture pubbliche digitali permettendone l'accesso a terze parti che possono usarle per sviluppare servizi di pubblico interesse. Questa la chiave del progetto iCity, di cui Barcellona è capofila, come ci spiega Joan Batlle Montserrat, responsabile della Cooperazione internazionale del City Council of Barcellona.

Obiettivo del progetto: mettere più servizi a disposizione dei cittadini grazie alla collaborazione di sviluppatori in grado di creare nuove applicazioni utili alla collettività. Il prossimo ottobre a Bologna ci sarà l'occasione per incontrare Joan Batlle Montserrat e confrontarsi con lui su questo progetto, al quale aderiscono, oltre a Barcellona, Bologna. Genova e Londra. Batlle Montserrat, infatti, interverrà come relatore a Smart City Exhibition (Bologna, 29-31 ottobre 2012). 

Commenti

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Barcellona e la Catalogna sono in fallimento, il che non sembra molto promettente per le smart cities.

Le crisi economiche sono un buon punto di partenza!

Credo che la strategia Smart City sia una fonte di respiro per le città in generale.. un modo per continuare! Le crisi economiche, i fallimenti, i problemi sociali non possono far smettere di investire e di credere nel futuro di una città. Ci saranno momenti difficili senza dubbio, ma arriverà il giorno in cui la Spagna si riprenderà e dovrà fare i conti con il suo "stato dell'arte"! Poi sono comunque eventi imprevedibili, o prevedibili ma di qualche decina di anni! Smart city vuol dire anche questo: rivedere tutti i sistemi di governance di una città.