Supplemento a ForumPa.it

Seguici su

Dossier > La scuola multiculturale può fare la città più ricca

Non a caso il MIUR ha recentemente stanziato un milione di euro per l'integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana. L’immigrazione ha cambiato la scuola: sono più di 800.000 gli alunni e gli studenti di origine non italiana, la percentuale nazionale supera il 9% sul totale della popolazione scolastica, i Paesi di provenienza sono 190. Quando pensiamo alla smart city, non possiamo dimenticare la scuola e in questo tempo meno che mai, la scuola multiculturale. Lo facciamo in vista di Smart City Exhibition 2015, a partire da questo documento di lavoro, frutto dell’incontro tra otto scuole tra le più multiculturali d’Italia , in occasione della scorsa Biennale dello Spazio Pubblico, in un laboratorio coordinato da Vinicio Ongini, del MiUR con il supporto di FORUM PA.

img dell'Istituto Comprensivo Regio Parco di Torino
E' il territorio che cambia la scuola o viceversa? #lamultiscuola a Torino

L'Istituto Comprensivo Regio Parco di Torino è attualmente composto da 5 plessi: una scuola dell'infanzia, tre scuole primarie e una scuola media. Da settembre 2015, a seguito di operazioni di dimensionamento/accorpamento si aggiungerà un'ulteriore scuola media e a settembre 2016 si aggiungerà una scuola dell'infanzia.

21/09/2015 a cura di Istituto Comprensivo Regio Parco di Torino

E' il territorio che cambia la scuola o viceversa? #lamultiscuola a Torino

Articolo
smartinnovation

L'Istituto Comprensivo Regio Parco di Torino è attualmente composto da 5 plessi: una scuola dell'infanzia, tre scuole primarie e una scuola media. Da settembre 2015, a seguito di operazioni di dimensionamento/accorpamento si aggiungerà un'ulteriore scuola media e a settembre 2016 si aggiungerà una scuola dell'infanzia.

I plessi non sono tutti vicini tra loro, presentano caratteristiche diverse e richiedono interventi diversi. Tutti i plessi però sono inseriti in contesti socio-culturali complessi e hanno una percentuale di alunni con cittadinanza non italiana molto alta:

  • 35% nella scuola primaria Lessona, inserita in un territorio recentemente riqualificato;
  • 46% nella scuola media Giacosa, inserita nel medesimo territorio della Lessona;
  • 79% nella scuola primaria De Amicis, in gran parte provenienti dal Marocco;
  • 83% nella scuola dell'infanzia
  • 90% nella scuola primaria di via Fiocchetto, vicina al grande mercato all'aperto di Porta Palazzo, popolato quasi solo da extracomunitari, soprattutto cinesi e marocchini.  Questa primaria è una delle 27 scuole italiane più multiculturali, indicate nell’indagine nazionale MIUR/ISMU, Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi, 2015

Le cifre suggeriscono quali sono le diverse complessità. Ogni scuola riflette la propria utenza, ne registra le insicurezze e le rabbie, i sogni e le aspettative. Sono anche le scuole frequentate da numerosi studenti con problemi di comportamento e di apprendimento. Dice la dirigente scolastica Concetta Mascali: “Forse si potrebbe più correttamente dire che la nostra utenza è fortemente contraddistinta da un disagio socio culturale ed economico, ma è soprattutto la parola “stranieri” che sembra allontanare le famiglie italiane e le famiglie straniere ormai integrate. Infatti in via Fiocchetto le iscrizioni, soprattutto degli italiani, sono in calo”

“Una soluzione radicale richiederebbe un intervento sul territorio, in modo da evitare che interi quartieri siano contraddistinti da disoccupazione e povertà, aggiunge ancora la dirigente, torinese nata in Sicilia, dunque figlia di immigrati del nostro Sud . Negli anni sessanta del secolo scorso si diceva che Torino fosse la città più meridionale d’Italia! Colpisce che nel racconto sulla sua scuola usi ogni tanto la parola “povertà”, una parola apparentemente desueta, d’altri tempi ( è quella che ricorre più volte nel libro di Pinocchio!), eppure tornata d’attualità.  Intervenire sul quartiere, è una parola: non si può certo mettere anche questo compito sulle spalle della scuola.. Però la scuola può entrare in relazione con tantissime famiglie, entra perfino nelle case e lentamente può contribuire a far nascere una nuova cultura, può accrescere sensibilità, consapevolezza, promuovere iniziative che possono migliorare  spazi e luoghi di incontro.

La scuola Regio Parco ha tanti aiutanti nel quartiere, anzi tanti “alleati”, come dice Concetta Mascali*: l'ASAI, (educatori e doposcuola, progetti e percorsi comuni, organizzazione di eventi, ecc.), la Circoscrizione, associazioni musicali e sportive, i commercianti ( alcuni), la biblioteca, la libreria, l'università, e perfino la Scuola Holden di scrittura creativa, qualche settimana fa è arrivato Alessandro barico per un incontro coni bambini, Questa tipologia di scuole è particolarmente faticosa, ma è anche una sfida a cercare soluzioni sempre nuove. Gli insegnanti, proprio a causa della difficile utenza, maturano generalmente una grande professionalità, diventano abili nella mediazione di conflitti e nella relazione educativa, sanno rendere attraente lo studio e motivare gli allievi, sanno valorizzare i molteplici talenti dei ragazzi, utilizzare molti linguaggi: linguistici, artistici, musicali, sportivi, ecc. 

In queste scuole, quindi, non si lavora peggio che in altre, anzi! La considerazione di cui godono le nostre scuole non è alta, non è facile spodestare la cattiva reputazione, neanche quando è immeritata. Le azioni messe in atto però stanno dando dei buoni frutti, anche se finora sembrano averne avuto maggiori vantaggi solo alcune scuole (Lessona e Giacosa).
Aver ampliato le collaborazioni con il territorio ha permesso di far apprezzare all'esterno le nostre proposte; organizzare eventi e occasioni di incontro si è dimostrato utile per coinvolgere famiglie e cittadini (anche senza cittadinanza). L'impressione che ne abbiamo ricavato è che il territorio si stia occupando di più della nostra scuola, la stia “adottando”.

Anche i ragazzi, grazie a questa apertura e alle tante attività rivolte all'esterno, sono diventati più attenti all'ambiente in cui vivono, e probabilmente maturano la consapevolezza di doversene prendere cura, piuttosto che di agire atti di vandalismo.

Aver puntato su esperienze qualificate e non comuni, come l'orchestra di archi, la settimana della lettura, i laboratori di arte tenuti dagli artisti del progetto MUS-e, ecc. ha reso le nostre scuole un po' più attraenti e competitive ed ha permesso di farci conoscere, e quindi questa ci sembra la strada da proseguire per richiamare tutti i potenziali utenti, anche quelli che attualmente si iscrivono in altre scuole più blasonate.

-------------------------

Concetta Mascali, dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Regio Parco di Torino è intervenuta in occasione della scorsa Biennale dello Spazio Pubblico, nel laboratorio "Scuola e Spazio pubblico interculturale" coordinato da Vinicio Ongini, del MiUR con il supporto di FORUM PA.