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Bologna, da Provincia a Città metropolitana: gli Open Data come processo

Il percorso Open data della Provincia di Bologna è partito in un momento molto particolare: la trasformazione dell'ente in Città Metropolitana. Eppure, nonostante la fase di transizione, la Provincia è riuscita a proseguire il processo di apertura dei dati iniziato nel 2013. Ha capito che come ogni attività organizzativa, anche per gli Open Data, va governato l’intero processo, con un approccio intersettoriale che coinvolga direttamente chi produce e gestisce i dati.

02/02/2015 Caterina Alvisi, Paola Cavazzi, Claudia Piazzi e Riccardo Sabbadini

Bologna, da Provincia a Città metropolitana: gli Open Data come processo

Il percorso Open data della Provincia di Bologna è partito in un momento molto particolare, quando l'ormai imminente trasformazione dell'ente in Città Metropolitana sembrava rendere inevitabile che tutte le questioni organizzative, comprese quelle connesse alle modalità di rilascio dei dati, venissero rimandate al 2015.

La questione del riutilizzo del patrimonio informativo pubblico si era già posta nel 2013 all'interno del Settore Ambiente che, sulla scia di un'esperienza ormai più che decennale nel campo dell'informazione e dell'accountability ambientale, aveva partecipato ad un gruppo di lavoro interistituzionale con Regione Emilia Romagna, Arpa Emilia Romagna, Comune di Bologna e Comune di Reggio Emilia per affrontare il tema di come rendere open i dati ambientali. Attraverso questa prima esperienza, erano stati realizzati alcuni incontri formativo/informativi dedicati al personale della Provincia e dei Comuni e si era poi arrivati alla pubblicazione di alcuni dataset ambientali. Quasi tutti i dataset ambientali gestiti dalla Provincia, sono di tipo geografico e sono legati alle sue funzioni di pianificazione. Il percorso sugli Open data ambientali ha quindi necessariamente coinvolto anche il Settore Pianificazione, che ha poi deciso di avviare l'apertura di altri dataset geografici.

Nel 2014, grazie ad una collaborazione con il Coordinamento Agende 21 Locali e al supporto della Regione Emilia Romagna, è stato possibile proseguire il percorso, allargando l'interesse per il tema all'interno dell'ente e arrivando nel mese di ottobre alla formalizzazione di un gruppo di lavoro intersettoriale sugli Open data.

Nel percorso finora compiuto si è reso evidente il fatto che "un dato della PA destinato alla pubblicazione, è frutto di una catena di processi, più o meno complessa, nel corso della quale si generano ulteriori prodotti intermedi. Comprendere e governare la struttura di questo workflow, costituisce probabilmente l’elemento chiave dell’intera attività Open Data" (Linee guida per la valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico) .

Diventa così fondamentale il coinvolgimento di chi produce e gestisce i dati. E’ stato quindi dedicato molto spazio a questo aspetto, attraverso vari strumenti:

  • incontri di formazione aperti anche ad altri enti e ai potenziali riutilizzatori del dato, integrati da momenti confronto e di riflessione riservati al personale del nostro ente, nei quali analizzare i dubbi e le perplessità che inevitabilmente emergono;
  • censimento e valutazione dei dataset da parte degli stessi responsabili dei dati, attraverso i seguenti criteri: dataset già presenti sul sito internet della Provincia;
  • dataset richiesti da utenti esterni (altri enti, imprese, cittadini, ecc.); dataset ritenuti interessanti e da valorizzare;
  • pubblicazione dei "Quaderni Open data" (vedi sezione documenti del sito opendata della Città Metropolitana).

I Quaderni Open data vengono redatti direttamente dai responsabili dei dati, dal gruppo di lavoro interno e da esperti esterni. In essi sono raccolte domande e risposte sulle specifiche questioni che progressivamente emergono in relazione ai diversi tipi di dataset.

Attualmente sono stati realizzati due Quaderni: il primo è dedicato alle Frequently Asked Questions (FAQ) sugli Open data ed è stato pensato soprattutto per amministratori e dirigenti, mentre il secondo è dedicato agli Open data legati alla pianificazione territoriale. Altri temi che affronteremo a breve saranno le specificità dei dati ambientali, i dati statistici, il rapporto tra open data e trasparenza. I risultati di queste discussioni saranno resi pubblici attraverso redazione di nuovi Quaderni.

Sul fronte interno il percorso di Open data ha permesso di analizzare problemi e delineare possibili soluzioni anche in vista della riorganizzazione dell'ente, evidenziando alcune questioni connesse alla produzione dei dati. Ad esempio per i dati geografici è emersa la necessità di adeguare le modalità di aggiornamento delle banche dati e di produzione dei metadati. In entrambi i casi, la soluzione sarà da ricercare nella riorganizzazione del Sistema Informativo Territoriale dell'ente.

Per quanto riguarda la produzione di dati aperti, ad oggi sono stati pubblicati 33 dataset econ essi si è aperta una riflessione sul ruolo dell'ente nella diffusione degli open data, soprattutto a seguito della trasformazione in Città Metropolitana.

La Provincia ha gestito infatti da sempre una grande mole di dati, ma sono pochi i dataset di cui è titolare. La Città Metropolitana di Bologna, che eredita questa esperienza di gestione dei dati e il cui Statuto, recentemente approvato, sancisce che "I dati prodotti dalla Città Metropolitana di Bologna, sono resi universalmente disponibili sotto forma di dati aperti (Open data)", potrebbe stimolare, supportare e coordinare la produzione di dati open da parte degli altri enti locali (comuni e unioni) facilitando l'integrazione tra i rispettivi patrimoni informativi open.