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smartCity

“Una città smart è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.”
Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FORUM PA

La pubblica amministrazione mostra un interessamento sempre crescente verso il tema “Smart City”, soprattutto i grandi comuni come Milano, Roma, Torino, Napoli e Venezia. Queste municipalità da dove dovrebbero iniziare il loro percorso di disegno di una città intelligente? Il concetto di citizen-centered, il cittadino al centro del disegno progettuale dei servizi della PA, si sta diffondendo e il primo passo per progettare una città a misura d'uomo è proprio l'ascolto. Perché non iniziare dai social? Una ricerca lo ha fatto, scoprite cosa ne è venuto fuori.

14/07/2015 di: Alice Verioli*

Si chiama Socloo, si legge “so-clù” ed è l’acronimo di SOCiaL schOOl, la prima vera piattaforma italiana di social learning, ovvero che si ispira alle dinamiche dei social network e alle piattaforme di e-learning. E’ assolutamente gratuita e soprattutto sicura e protetta. Ambisce a dare una scossa alla scuola italiana e un valido aiuto agli insegnanti che vogliono innovare la loro didattica. Socloo si rifà al concetto della classe scomposta e della didattica capovolta è connettendo in rete insegnanti, studenti e presto anche i genitori.

14/07/2015 di: Andrea Armellini*

Le grandi città spendono in media €260 pro capite. Nella spesa per territorio e ambiente guidano Roma (€399) , Milano (€363) e Napoli (€309). Chiude la classifica il Nord-Est: Trieste, Venezia e Padova.

08/07/2015 di: Redazione Openpolis

Infomobilità e smart mobility, ecco una soluzione sviluppata da una giovane start up che è riuscita in poco tempo a diventare l'applicazione più utilizzata sul territorio trentino. Best practice che, grazie ad un utilizzo strategico degli Open Data, nascono dal basso e arrivano alle nostre pubbliche amministrazioni. Questa è Open Move.

07/07/2015 di: Lorenzo Modena

Avete sicuramente sentito parlare del social lending, ma a molti non avrà detto molto. E' il nuovo fenomeno nato dalla rete e dalla teoria della condivisione che, mettendo radici in un'altra tendenza in atto, quella del crowdfunding, permette un accesso agevolato al credito a coloro che magari se lo sono visto negare dalle banche. Come è possibile? Un sistema di finanziamento tramite il quale i privati fanno prestiti a privati, con tassi vantaggiosi e su piattaforme autorizzate e monitorate dalla Banca d’Italia. L'autrice di quest'articolo "folgorata dal Social Business di Yunus e della sua Grameen Bank, sempre più desiderosa di conoscere le opportunità di questo strumento di "finanza dal basso", è arrivata all’ideazione del progetto Sociallending. Scopriamone di più.

06/07/2015 di: Ida Meglio