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Keynote

Parliamo di “sharing city” con Manuel Fernandez Gonzalez, ricercatore freelance. Le città sono piattaforme per la condivisione, nelle quali possono emergere nuove opportunità e talenti. La condivisione porta conoscenza, business e una società diversa, basata su un nuovo senso di comunità. Gonzalez presenta diversi esempi, sociali ed economici, partendo dalla città di Seoul che sta mettendo in atto una strategia di sviluppo basata sulla sharing.

Un errore spesso comune è definire una smart city dalla quantità di applicazioni informatiche o dal livello tecnologico raggiunto, dimenticando che “al primo posto ci sono le persone” che quella città la abitano, una Human Smart City appunto. La tecnologia deve essere da supporto alla trasformazione, anche democratica di un Paese, ma deve partire dai comportamenti e dalla relazione sociale.

Parla di Civic Engagement Edward Anderson, della World Bank. Rendere le informazioni e dati liberamente disponibili e ricercabili, incoraggiando il feedback, la condivisione e la responsabilità favorisce lo sviluppo e aumenta la trasparenza pubblica. Bisogna utilizzare gli strumenti digitali, il ruolo che gioca l’ICT è fondamentale per la costruzione di una maggiore partecipazione civica, nonché una maggiore responsabilità verso i servizi pubblici.

Occorre adottare un approccio territoriale, gli investimenti prioritari devono essere indirizzati verso l’inclusione sociale e lo sviluppo urbano, permettendo il supporto reciproco tra le città. Johannes Hahn, Commissario Europeo per la Politica Regionale e urbana, sposta l’attenzione sullo sviluppo dei sistemi innovativi e sociali, quali fondamento per far diventare una città veramente smart, pulita, sostenibile e inclusiva.

Un-habitat considera le città come dimora della prosperità ed è per questo che ritiene lo sviluppo urbano uno strumento efficace per superare le grandi complessità e i grandi problemi del momento. Occorrono soluzioni creative e innovative e Un-habitat si fa ponte connettivo tra pubblico, privato, partners e cittadini.

Le città sono veri incubatori di innovazione e di sviluppo e la capacità delle politiche urbane sta nel saper gestire i beni comuni come fonti di innovazione e qualità sociale. Carlo Trigilia Ministro per la Coesione Territoriale ne è convinto, ma sa anche che vi si riesce solo a due condizioni: con i finanziamenti e con strategie e progettualità sia a livello nazionale che delle singole città.

Territorio, persone e sensori intelligenti sono i nuovi soggetti ai quali bisogna orientarsi. I sensori consentono di collegare e relazionare persone e territorio attraverso la produzione di dati. L’Europa ha l’opportunità di avviare un processo formativo che porti da un lato alla nascita di nuove professioni,con competenze e conoscenze profonde e di diversi ambiti, dall'altro educhi le persone all'uso della tecnologia.

Responsabile dello sviluppo urbano e della coesione territoriale alla Commissione Europea Direzione Generale per la Politica Regionale, Piskorz sottolinea l’importanza di focalizzarsi sulle priorità chiave stabilite dalla Strategia 2020: l’80% dei fondi va investito in ricerca e innovazione, nelle PMI e nello sviluppo urbano. E’ necessario creare reti tra le città per uno scambio costante e reciproco dei programmi e, in una logica di empowerment delle città, nella selezione dei progetti.

Balducci ha sottolineato l’importanza della città, delineandone la sua evoluzione, e suggerendo di guardare al fenomeno di cambiamento non come degrado ma come novità, considerandolo nel suo duplice aspetto di problema e risorsa.