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Dossier

Grazie alla ricchezza di “comunità” e potenziale innovativo che ne alimenta i territori, l’Italia ha più di qualcosa da dire in tema di innovazione sociale. L’innovazione sociale Made in Italy ha infatti tante storie da raccontare, che prendono forma attraverso volti e voci di persone che, in settori diversi, lavorano in modo nuovo per risolvere problemi complessi. A FORUM PA 2012 si sono incontrati gli innovatori sociali italiani, quelli “ufficiali” insieme a quelli “di fatto”, attivi in campi solo apparentemente senza legami: dalla governance dei beni comuni alla scienza, dalla finanza all’education, dall’impresa al welfare e alla tecnologia. In questo dossier abbiamo raccolto gli approcci, le storie, le persone.

Gli approfondimenti, le interviste, gli articoli, ma anche pillole video, che ci aiuteranno a comprendere qual è il nostro punto di partenza, cosa c'è al di là dei confini nazionali e cosa dobbiamo aspettarci da Smart City Exhibiton 2014, che con i suoi ospiti internazionali e la collaborazione con l'Osservatorio Nazionale Smart City di ANCI, il MIUR, il Ministero dell Sviluppo Economico, il Ministero dell'ambiente, il Dipartimento Politiche Europee, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Bologna si fa fucina di visioni strategiche di una politica che abilita coesione sociale, inclusione, sviluppo e crescita e rende quindi possibile nuovo lavoro.

Non a caso il MIUR ha recentemente stanziato un milione di euro per l'integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana. L’immigrazione ha cambiato la scuola: sono più di 800.000 gli alunni e gli studenti di origine non italiana, la percentuale nazionale supera il 9% sul totale della popolazione scolastica, i Paesi di provenienza sono 190. Quando pensiamo alla smart city, non possiamo dimenticare la scuola e in questo tempo meno che mai, la scuola multiculturale. Lo facciamo in vista di Smart City Exhibition 2015, a partire da questo documento di lavoro, frutto dell’incontro tra otto scuole tra le più multiculturali d’Italia , in occasione della scorsa Biennale dello Spazio Pubblico, in un laboratorio coordinato da Vinicio Ongini, del MiUR con il supporto di FORUM PA.

Nove interviste, nove differenti sfaccettature di come si può interpretare il concetto di smart city nel nostro Paese. Dalla visione del Comune che vede nell'aggettivo smart un sinonomo di "semplice e vicino al cittadino", all'approccio tecnologico che individua la chiave di volta nella ricerca scientifica; dalla declinazione nel senso della sostenibiltà ambientale a quella di occasione di svilluppo e rilancio dell'economia del territorio; dalla posizione del Governo centrale che punta a massimizzare i fondi della programmazione europea a quella di chi vede nelle città intelligenti un'opportunità per aumentare la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini; dall'esperienza internazionale di una città come Barcellona, al desiderio di interpretare il modello che si sta sviluppando nel nostro Paese; fino alla voglia della cittadinanza attiva di far comprendere alle amministrazioni e alle aziende italiane l'opportunità che abbiamo di fronte. Comunque lo intendiamo il futuro delle nostre città non potrà che essere smart.

La prima edizione di SMART City Exhibition – manifestazione organizzata da FORUM PA e Bologna Fiere che si è svolta a Bologna dal 29 al 31 ottobre 2012 – ha offerto un’occasione unica per incontrare esperti provenienti da oltre 15 nazioni (dagli Stati Uniti alla Finlandia, dall’Olanda al Regno Unito, dalla Spagna al Portogallo, dalla Germania al Belgio) e confrontarsi con loro su temi quali la governance urbana, il rilancio dell’economia territoriale, la sostenibilità ambientale, la mobilità intelligente, il ruolo delle tecnologie nelle città contemporanee, ma anche e soprattutto l’attenzione alle persone perché non può esserci smart city senza partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Gli studiosi più interessanti e visionari hanno permesso quindi di gettare lo sguardo oltre il cortile: da Ger Baron a Carlo Ratti, da Charles Landry a Pablo Chillon, da Inigo de la Serna a Jon Kingsbury. I loro interventi (le cui registrazioni sono disponibili on line sul sito www.innovatv.it) costituiscono una preziosa testimonianza di come si pensa all’innovazione, alla creatività e allo sviluppo fuori dai confini italiani.
Abbiamo riunito in questo dossier le interviste a sette protagonisti internazionali di SMART City Exhibition che ci hanno raccontato la loro visione di città intelligente.

Alle istanze e alle iniziative di sviluppo collaborativo già avviate nelle città e nei territori, al loro replicarsi e al loro rafforzarsi e gemellarsi, dedichiamo l’impegno di quest’anno, portando in giro con OuiShare il progetto Sharitories e il Toolkit per Territori Collaborativi. Intanto, per chiudere un 2014 ricco di stimoli e novità, proponiamo una raccolta dei contributi e delle iniziative che ci hanno accompagnato nella scoperta e nell’analisi di un fenomeno che aveva promesso di diventare un tormentone… e che ha mantenuto le promesse.

Quando si parla di innovazione nella PA si pensa ad alcuni passaggi più o meno "obbligati" che vanno dall'e-government, quindi la disponibilità di servizi on line, all'opengovernment con tutte le sue implicazioni in materia di trasparenza e partecipazione. Ma il percorso lungo la strada dell'innovazione è uguale in tutte le realtà? Oppure le diverse tappe si sono succedute in modo diverso in Paesi diversi? E perché tali differenze? Proviamo a fare una riflessione gettando uno sguardo "oltreconfine" in questo dossier a cura di Gianluca Vannuccini.

Focalizzando l’attenzione sulle città Europee con una popolazione compresa fra 500.000 e 1,5 milioni di abitanti, gli autori Luca Mora e Roberto Bolici hanno definito una step-by-step roadmap suddivisa in 5 fasi e 17 attività da considerare per sviluppare una strategia smart city in questa tipologia di aree urbanizzate. Uno strumento innovativo e di grande utilità, empiricamente valido e testabile, ricavato attraverso l’analisi approfondita delle strategie utilizzate dalle città di Amsterdam e Barcellona.