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La piattaforma internazionale Eating City - Perché una Smart City dovrebbe avviare politiche di Smart Food?

Il presidente del Consorzio Risteco e fondatore della learning community Eating City,  Maurizio Mariani, racconta perché oggi più che mai è necessario interessarsi ai temi legati al cibo e alle food policies nelle città. C’è bisogno di stabilire un nuovo rapporto tra città e campagna, tra mondo della produzione e della consumazione.

22/10/2014

La piattaforma internazionale Eating City - Perché una Smart City dovrebbe avviare politiche di Smart Food?

Il presidente del Consorzio Risteco e fondatore della learning community Eating City,  Maurizio Mariani, racconta perché oggi più che mai è necessario interessarsi ai temi legati al cibo e alle food policies nelle città. C’è bisogno di stabilire un nuovo rapporto tra città e campagna, tra mondo della produzione e della consumazione.

Stime autorevoli riportano che nel 2050 circa il 70% della popolazione globale vivrà in città, quindi capire come e cosa si mangerà nei grandi agglomerati urbani è oggi di fondamentale importanza.

In Italia, negli ultimi 15 anni, la spesa sanitaria si è raddoppiata – superando i 100 miliardi di euro – e il cibo ha in questo un ruolo di primo piano. Anche a livello europeo, per esempio, l’obesità infantile ha un costo pari al 6% della spesa sanitaria complessiva.

Il mercato agroalimentare europeo è diviso in due, il 52% da poche grandi imprese e il 48% dalle piccole e medie imprese.

La ristorazione collettiva pubblica è un mercato che in Europa vale 73.6 miliardi di euro all’anno. Ogni anno sono serviti 21 miliardi di pasti, secondo i dati un cittadino su cinque in Europa mangia in impianti di ristorazione collettiva. E allora forse è proprio questo, la ristorazione collettiva, un primo punto concreto dal quale partire per incominciare a parlare di una nuova food governance per le città.